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Il coniglio all'ischitana

La domenica mattina per le strade e i vicoli dell’isola c’è un unico profumo, un profumo che accomuna tutte le case, quello del coniglio all’ischitana. 

Molti turisti credono che il piatto tipico di Ischia sia di mare per l’ intimità e la quotidianità che gli ischitani hanno con esso e di fronte a questa singolarità del piatto di terra restano talvolta stupiti. 

Si tratta di un rito che ormai si ripete da secoli, è il piatto della domenica, è quello che manca di più quando si va via da casa. 

Il tegame di coccio lasciato in eredità dalla mamma o dalla nonna si può identificare  come l'ingrediente segreto della ricetta, e più è utilizzato migliore è la resa. 

Qualche tempo fa ogni famiglia oltre a produrre il vino e dedicarsi all’agricoltura per il consumo proprio allevava anche i  conigli e quindi il prodotto era “di casa”, oggi vi è qualche buona azienda agricola locale che rifornisce gli ischitani perché l’allevamento privato si è ridotto drasticamente.

In particolare alcuni secoli fa i conigli venivano tenuti nelle cosiddette “fosse” si tratta di buche molto profonde dove venivano lasciati a ingrassare e proliferare ed erano anche un ottimo stratagemma per preservare parte degli alimenti durante le incursioni saracene, infatti i contadini nascondevano ogni tipo di scala e accesso alla buca  per evitare che gli invasori portassero via proprio tutte le preziose provviste. 

Altro ingrediente chiave è la “ pepernia”, la santoreggia, si tratta di una pianta aromatica che cresce spontaneamente nei nostri orti, ha foglioline simili a quelle di timo e non può essere sostituita con nessun altro prodotto se si vuole realizzare il vero coniglio all’ischitana! 

Dopo questi brevi cenni sulla  storia e sulle tradizioni che legano il coniglio alla nostra isola vogliamo condividere con voi la ricetta di questo delizioso piatto che proponiamo anche a cena nel nostro hotel.  Non possiamo utilizzare il tegame di coccio per la cottura perché il materiale è vietato dalle disposizioni Asl per le aziende che somministrano cibo, quindi se ne siete sprovvisti niente paura! Basterà un tegame capiente, meglio se antiaderente.


Ingredienti per quattro persone: 

  • un coniglio tagliato a pezzi 
  • uno spicchio di aglio intero 
  • vino bianco 

  • pomodorini 

  • olio d’oliva
  • “pepernia” (santoreggia)

 

Procedimento

  1. Innanzitutto bisogna immergere il coniglio in un contenitore e cospargerlo con vino bianco lasciando in immersione almeno due ore. 

  2. Scolare e lasciare asciugare almeno 15 minuti. 

  3. Intanto in un tegame mettere olio d'oliva e lo spicchio d'aglio non schiacciato né sbucciato.

  4. Salare singolarmente ogni pezzo di coniglio  con le mani e riporlo nel tegame; una volta terminato questo lavoro girare i pezzi di coniglio sul lato opposto. 

  5. Aggiungere 2/3 rametti di pepernia e dopo 20 minuti aggiungere un bicchiere di vino bianco, lasciar evaporare per 10 minuti.

  6. Aggiungere circa 20 pomodorini tagliati freschi (in inverno solitamente utilizziamo quelli del “piennolo” per evitare di utilizzare un prodotto fuori stagione come il pomodoro fresco).

  7. Coprire il tegame e lasciare cuocere 30 minuti per un totale di cottura di circa un’ora. Consigliamo solitamente di prepararlo sempre un paio d’ore prima del consumo per lasciarlo un attimo riposare dopo la cottura.

Con il  sughetto ottenuto è possibile condire 500 grammi di pasta, noi utilizziamo il formato “caserecce” oppure “sedanini rigati”.

Per concludere vogliamo darvi un caloroso consiglio , quello di non dimenticare assolutamente di fare la “scarpetta” finale nel piatto o nel tegame stesso…è un piacere a cui non rinuncia nessun ischitano!


Buon appetito

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